LA MODA DI ROMA A VILLA BORGHESE ‘FORMA FASHION SHOW’

L’ACCADEMIA INTERNAZIONALE D’ALTA MODA E D’ARTE DEL COSTUME KOEFIA E I SUOI STUDENTI presentano la Collezione 24/25

DRESS CODE

Non c’è più tempo da perdere a fare vestiti belli, bisogna che anche i vestiti riescano a dire che mondo vogliono e in quale mondo vogliono vivere: se insistono a voler vivere «nella normalità» la moda morirà. … Non è un rifiuto, ma un ripensare a come poterli utilizzare in maniera diversa.
Miuccia Prada

Quest’anno l’Accademia Koefia presenta una sfilata frutto della riflessione sulla contemporaneità e sulla necessità di ridefinire nuovi codici del vestire in modo da renderli più funzionali e in sintonia con i mutamenti che stanno avvenendo nelle dinamiche relazionali tra i sessi, nel mondo del lavoro, nell’ideale di bellezza e nella condivisione di ruoli e spazi.
È in questo spazio di transizione che è avvenuta la progettazione dei nostri allievi, frutto della riflessione sul loro quotidiano fatto di una convivenza sempre più ravvicinata tra le persone, seppur spesso in modo virtuale, di un emergente bisogno di Natura che spinge molti a ricercare il contatto con essa anche stravolgendo radicalmente i propri stili di vita, dell’esistenza di contesti lavorativi che oscillano tra un ritorno, o riscoperta, di forme di artigianalità che si temevano perdute e contesti ipertecnologici in cui può capitare di confondere ciò che è reale da ciò che è virtuale.
Come Accademia di Moda, inoltre, abbiamo voluto aggiungere un ulteriore tassello a questa ricerca, affiancandola al motto “less is more” di Mies van Der Rohe per stimolare una riflessione sulla forma dell’abito vista non come il fine ultimo del design, e quindi pensata a priori, ma come il risultato di un processo volto a dare una risposta semplice ad un bisogno complesso, quello del vestirsi, in cui la forma segue la funzione e non il contrario. Se stabiliamo a quale funzione dovrà assolvere il nostro abito, potremmo poi realizzare la forma che ci appare più adatta. Verrà fuori un progetto asciutto, essenziale, ma adatto a supportare lo scopo per cui è stato realizzato. Parallelamente a questo, ci si potrà concentrare sulla scelta dei materiali per sottolineare e tracciare la forma, assolvere alla funzione stabilita e facilitare lo scopo.
Gli abiti che compongono la collezione del Final Work di quest’anno sono il risultato funzione/forma di un dialogo tra elementi strutturali dell’abito come una tasca, un collo, una manica e la contemporaneità del vivere del XXI secolo con la sua tecnologia ma anche con l’irrinunciabile applicazione manuale della sapienza sartoriale tradizionale sia nella realizzazione del decoro che nella manifattura dell’abito.
Sfileranno abiti contemporanei in grado di rispondere alla nostra coscienza planetaria (Edgar Morin) che ci spinge a non poter più ignorare il nostro vicino e neppure il nostro lontano e che ci fa scoprire di non essere soli ma in continua interrelazione con gli altri e con il Mondo che ci ospita e che forte è l’urgenza di superare un ideale di bellezza e seduzione nato da un maschile appartenente al Secolo scorso.
Seppur bello, un abito da sera appare oggi, per quello che è il Mondo, fuori dalla realtà e crediamo che ci sia invece bisogno che si realizzino abiti funzionali e rilevanti per il Ventunesimo secolo.
Raf Simons
Si ringrazia: l’azienda IMATEX per aver messo ancora una volta gratuitamente a disposizione degli studenti un notevole metraggio di Denim. Si ringraziano inoltre le aziende OMNIAPIEGA e BARBAGLI per il supporto agli studenti e la condivisione di lavorazioni e idee condivise.
Gli Stilisti: Alessia Amodeo, Sarah Serafina Bruno, Giulia Caruso, Chiara Crescenzo, Giulia Di Marco, Alessio Ferri, Ginevra Fiorentini, Rebecca Galanti, Caterina Lanciotti, Mariapia Liscio, Beatrice Macrì, Arianna Mariani, Mathias Masi, Francesca Onori, Valentina Piselli, Sherlita Ayu Reditadewi, Giulia Rosmarino, Chiara Rubechi, Anna Rugiati, Matteo Taningher, Stefano Troisi,
Si ringraziano GLI SPETTINATI per le Acconciature e ACCADEMIA DEL TRUCCO per il Make Up.
Si ringraziano, inoltre, tutti i docenti che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto.