Enrico Vanzina: «Miss Italia è lo specchio del Paese. Oggi la bellezza italiana è meticcia»

Il regista e sceneggiatore alla presentazione della fase finale nell’anno degli 80 anni del nome: «Il Concorso ha raccontato i cambiamenti del gusto e della società. Oggi servono talento e soprattutto intelligenza»

ROMA, 4 SETTEMBRE 2026 – Ottant’anni di Miss Italia significano anche ottant’anni di trasformazioni del costume, dell’estetica e della società italiana. A leggere questo percorso è Enrico Vanzina, ospite della conferenza stampa di presentazione della fase finale di Miss Italia 2026, nell’anno in cui il Concorso celebra gli 80 anni del nome “Miss Italia”.

Regista, sceneggiatore e scrittore, osservatore privilegiato dei cambiamenti del costume nazionale, Vanzina individua proprio nella capacità di attraversare epoche diverse una delle ragioni della longevità del Concorso.

«Miss Italia rappresenta un marchio insostituibile legato alla celebrazione della bellezza italiana. Questo marchio ha contribuito ad analizzare, in chiave sociologica, antropologica e culturale, i vari cambiamenti del gusto e dell’estetica italiana. Miss Italia è lo specchio della società italiana che si trasforma».

Una trasformazione che riguarda anche il concetto stesso di bellezza. Vanzina, che per due volte ha presieduto la giuria di Miss Italia, parte dalla propria esperienza nel Concorso per descrivere un cambiamento ormai evidente nella società italiana.

«Ho avuto l’onore di fare per due volte il presidente della giuria di Miss Italia e questo mi ha spinto a riflettere sul senso della bellezza italiana. Credo che, già da qualche anno, il modello di una bellezza “tutta italiana” si sia trasformato. Oggi la bellezza è “meticcia”, perché tiene conto di canoni estetici approdati nella sensibilità del nostro Paese. È una bellezza più aperta alle nuove influenze culturali, a mondi nuovi con i quali conviviamo quotidianamente».

È forse proprio questa capacità di cambiare insieme all’Italia, secondo Vanzina, ad aver consentito al Concorso di attraversare generazioni molto diverse senza perdere la propria riconoscibilità.

C’è poi un rapporto che accompagna praticamente tutta la storia di Miss Italia: quello con il cinema.

«Miss Italia ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il cinema italiano. Credo che questo punto di riferimento continuerà ad esistere anche nel futuro».

Un legame che per la famiglia Vanzina diventa anche storia personale. Enrico ricorda Enzo Mirigliani, patron che per decenni ha guidato Miss Italia, e riannoda il filo con il padre Steno, uno dei grandi protagonisti della commedia italiana.

«Ho un bellissimo ricordo di Enzo Mirigliani: un uomo speciale, gentile, intelligente e tenace, che ho avuto il piacere di conoscere bene. Penso che anche mio padre Steno lo avesse conosciuto tanti anni fa».

Proprio il cinema di Steno incrociò più volte donne passate attraverso l’universo di Miss Italia. Vanzina ricorda Fulvia Franco in Totò a colori, la giovanissima Sophia Loren in Un giorno in pretura e Gina Lollobrigida, protagonista con Aldo Fabrizi di Vita da cani. Una relazione proseguita poi nel cinema dei fratelli Vanzina e, più in generale, nello spettacolo italiano.

Enrico Vanzina cita una lunga galleria di protagoniste che hanno incrociato il Concorso, tra cui Martina Colombari, Federica Moro, Anna Falchi, Christiane Filangieri, Maria Grazia Cucinotta, Simona Ventura, Serena Autieri, Alba Parietti e Stefania Sandrelli.

Ci sono infine le Miss che Vanzina ricorda direttamente dalla propria esperienza in giuria: «Io personalmente ho fatto vincere Anna Valle e Francesca Chillemi e ho scelto Elisa Isoardi come Miss Cinema».

Ottant’anni dopo la nascita del nome Miss Italia, però, cosa deve avere una ragazza per rappresentare il Concorso nel 2026?

Per Vanzina la risposta va decisamente oltre l’aspetto estetico.

«Serve naturalmente il talento. Ma soprattutto l’intelligenza. Servivano anni fa. Servono ancora oggi».

Ed è forse in queste parole che gli ottant’anni del nome Miss Italia trovano il collegamento più diretto con il presente: la bellezza cambia insieme alla società, si apre a nuovi modelli e nuove culture, mentre talento e intelligenza restano qualità destinate a non passare di moda.

(foto archivio Miss Italia)

Elisa Chiodetti