FRANCESCO

Mostra itinerante di Luciano Schifano in Casentino Luglio/Agosto/Settembre/Ottobre 2026

Francesco, la Sua esistenza, donata interamente all’amore, alla riconciliazione e alla fraternità, continua a parlare al cuore dell’umanità anche a ottocento anni dalla sua morte. Scoprire Francesco oggi significa lasciarsi coinvolgere da una storia che continua, silenziosa e forte, l’esortazione a vivere con la gente che, mostrando il mondo amato da Francesco, quello della campagna, gli animali, il silenzio, diventa un invito concreto ad accogliere il Vangelo nella vita quotidiana, a costruire ponti di dialogo con il creato.

Nel 2026 si concluderanno le celebrazioni del grande centenario francescano con gli ottocento anni dalla pasqua di Francesco (1226-2026) e l’artista Luciano Schifano fa suo il messaggio di Francesco, Il Cantico delle Creature, esprimendo il suo pensiero con discrezione, naturalezza, garbo, dedica a Francesco tutta una serie di opere, che oggi compongono tre mostre telematiche, riunite in una mostra itinerante, organizzata dalla scrittrice Lorena Fiorini,  con il supporto dei Sindaci Luca Santini Pratovecchio Stia, Antonio Fani Castel San Niccolò, con la direzione artistica della storica  d’arte Alberta Piroci. Il viaggio, che inizia a Il Casale a Stia, prosegue al Museo dell’Arte della lana a Stia, al Museo della pietra lavorata a Castel San Niccolò, e ci auguriamo possa concludersi al Santuario della Verna.

Lo scritto più importante di San Francesco è universalmente riconosciuto nel Cantico delle Creature (o Cantico di Frate Sole). Composto nel 1224, è considerato il testo poetico più antico della letteratura italiana di cui si conosca l’autore. È un inno alla vita, a Dio e alla natura, fondamentale sia dal punto di vista spirituale che linguistico perché scritto in volgare umbro (invece che in latino) per essere compreso da tutti. Una presenza forte che ci accompagna… come un seme che germoglia nella terra, la presenza di Francesco è luce e promessa per chiunque desideri camminare nella fraternità e nella speranza.

IL PERCORSO

Storica d’Arte Alberta Piroci

E tutte le creature che sono sotto il cielo,
ciascuna secondo la sua natura,
servono e conoscono e obbediscono
al loro Creatore meglio di te, o uomo

(Fonti Francescane, Ammonimento V)

Stia – Il Casale Le creature di Dio prive di ragione

Stia – Museo dell’Arte della lana L’uomo e l’artista Luciano 

Castel San Niccolò, Ecomuseo della pietra lavorata

I francescani costruttori di Chiese

Santuario della Verna

San Francesco e Sorella morte 

Organizzazione e comunicazione:

Lorena Fiorini 

Presidente Rotary Club Casentino

Presidente Associazione Culturale “Scrivi la tua storia”

Premio Letterario “Donne tra Ricordi e Futuro”

Sede operativa: Via Domenico Berti, 8 – 00135 Roma – Via Roma, 37 – 52017 – Pratovecchio Stia (AR)

L’incontro tra Francesco d’Assisi e Luciano Schifano di Franco Cardini

L’incontro tra Francesco d’Assisi e Luciano Schifano è tanto lungo quanto intenso, non so quando è iniziato ma forse fra il bambino Luciano e il Povero di Assisi. Forse sui banchi di scuola o magari grazie ad un insegnante speciale a uno di quei momenti irripetibili in cui la vita e la scuola sembrano coincidere – di cogliere il nucleo e il centro del mondo, di sentirsi attraversati da un’intuizione indimenticabili, di quelle che si riveleranno fondamentali per tutta la vita.

L’incontro importante di Luciano con Francesco e quello nostro con entrambi significativamente uniti – si ebbe nel settembre 1981 quando Luciano presentò il suo splendido e molto discusso “Manifesto” della città di Assisi in apertura dell’Anno Francescano dedicato all’ottavo centenario della nascita del Santo, non casuale e tanto meno pretestuoso. L’Artista, originario di Sabratha di Libia –  al sole di quell’Africa che il Santo aveva lungamente sognato come teatro di un desiderato martirio in terra d’infedeli – si era già piegato all’esistenza dell’Assisano e fino dal 1978 si era posto profonde domande sull’origine della sua vocazione, come si vede nel Francesco Cavaliere. Nel 1982 ad Assisi, nel Sacro Convento, apre i battenti la mostra “immaginiamo un tema  sacro” in cui vediamo Schifano unico interprete dell’arte contemporanea nella città del Santo.

Nel 1995 nello spazio “sacro” di Firenze, nella cripta dei Caduti della Basilica di Santa Croce, le vetrate eseguite da Schifano ispirate al Cantico delle Creature dove l’artista raffigura i simboli degli elementi fondamentali del cosmo e della vita. L’occasione per la nuova opera  fu il settimo centenario della fondazione della basilica Francescana che è la più amata al cuore degli italiani  in quanto vi riposano Machiavelli, Galilei, Alfieri, Gentile.

Il lavoro fu apprezzato molto dalla critica, non solo per l’abilità e la perizia tecnica e il discorso poetico di Schifano, ma anche per l’abilità tecnica dell’artista che gli aveva permesso di creare vetrate senza legatura di piombo, dai colori vivi e profondi, che cambiavano di qualità con il cambiare della luce esterna e delle ore del giorno.

Rimane una enorme produzione di opere di Schifano, arazzi, cartoni, veline, bozzetti, è davvero uomo di luci, di fuochi, di colori, artigiano, artista, artificiere. Lo amiamo davvero, Luciano Schifano, lo amiamo più forte di quanto lo ammiriamo. Amiamo i suoi bei cavallini – sogni, giocattoli, simboli – i suoi colori forti e terrosi, la sua fantasia d’ uomo legato al mare, alla montagna, alla campagna, perfino al deserto presso il quale è nato.

Una forza della natura presso un corpo esile come quello di Francesco d’Assisi. Un uomo che, al pari di lui, sembra saper parlare agli animali e a Frate Foco che gli è di tanto aiuto nel suo lavoro di modellatore del vetro e della creta. Grazie Luciano, come poeta di forme, luci e colori non ti capiremo mai, del tutto e a fondo, sei troppo alto, sei troppo profondo. Ma la nostra gratitudine per la gioia che in noi sa suscitare la tua capacità di creare bellezza, quella ti accompagnerà fedelmente per sempre.

Franco Cardini