FASHION GRADUATE ITALIA MILANO 2026
Maria Scaglione

QUANDO IL TALENTO INCONTRA LA TECNICA: ISTITUTO SECOLI A FASHION GRADUATE ITALIA 2026

FASHION GRADUATE ITALIA MILANO 2026

Designer to Watch, modellistica, sperimentazione e nuove collaborazioni: a Fashion Graduate Italia Istituto Secoli racconta il “saper fare moda”

FASHION GRADUATE ITALIA MILANO 2026

Progettare, costruire, sperimentare, trasformare un’idea in prodotto. Istituto Secoli torna a Fashion Graduate Italia portando a BASE Milano i diversi linguaggi che ne definiscono l’identità formativa e il modo di intendere il “saper fare moda”. Una presenza che si inserisce nella dodicesima edizione di Fashion Graduate Italia promossa da Piattaforma Sistema Formativo Moda ETS. “Speak Up!” è il tema di FGI2026: un invito alle nuove generazioni a far sentire la propria voce e a diventare protagoniste consapevoli del cambiamento, utilizzando la moda come strumento di espressione, dialogo e confronto.
Dalla sfilata degli 8 Designer to Watch alla Digital Lecture “Modellistica e cultura del progetto”, fino all’esposizione della collezione Sperimentazione Concettuale nel booth dell’Istituto, la partecipazione a Fashion Graduate Italia 2026 diventa la voce delle competenze Secoli: cultura del progetto, competenza tecnica e innovazione.
8 DESIGNER TO WATCH, 8 COLLEZIONI
Designer to Watch è il progetto che, dal 2018, valorizza i migliori talenti Secoli, selezionati per sviluppare le proprie capsule collection e partecipare ai principali appuntamenti dedicati ai giovani creativi emergenti del panorama moda.
La selezione ha preso in esame i progetti di tesi degli studenti — concept, ricerca, schizzi, materiali e schede tecniche — da cui è nato un percorso di tutoraggio e supporto allo sviluppo delle capsule.
Ad aprire lo show Anna Mignolli (@anna_mignolli) con Anamnesi Familiare, collezione donna che esplora il rapporto tra memoria e crescita personale attraverso i ricordi familiari. Ispirandosi a Lessico Famigliare di Natalia Ginzburg, la memoria diventa non un archivio nostalgico, ma una base dalla quale partire per costruire qualcosa di nuovo. I capi richiamano il guardaroba e le immagini di famiglia: giacche, gonne e pantaloni si mescolano a stampe e decorazioni che sembrano riportare alla luce fotografie e frammenti di ricordi.
A seguire:
Andrea Bartoletti (@aandrebarto) con Oikèo, collezione uomo che parte dal significato del verbo greco “abitare” per riflettere sul prendersi cura di sé e degli altri. La casa diventa il luogo in cui liberarsi del proprio “vestito sociale”, mentre fragilità e vulnerabilità contribuiscono a delineare una nuova rappresentazione del maschile. Capispalla lunghi, pantaloni molto ampi, camicie e cravatte riprendono i codici classici dell’abbigliamento maschile, trasformandoli in un guardaroba più libero, fluido e personale.
Ciò che resta di Edoardo Fabbri (@edo_arde) nasce da ciò che ci manca, da un bisogno che ci spinge a ricercare. Il disegno prende corpo così com’è, istintivo, trasformando capi essenziali in forme sospese tra staticità e tensione. Ciò che resta dà vita agli oggetti, ai ricordi e a noi stessi, guidandoci nella scoperta dei nostri desideri più profondi. Nell’espressione dei gesti autentici, ciò che resta si fa indistruttibile, raccontando la nostra storia senza fine. Capi essenziali si alternano a forme sospese, sui quali immagini e dettagli diventano parte del racconto della collezione.
Valeria Rongaroli (@valeriarongaroli) porta in passerella Con(tatto), una riflessione sul legame tra due persone e sulla sua evoluzione emotiva: dal primo contatto alle forme più instabili della relazione, interrogandosi sulla vicinanza fisica, emotiva e simbolica nell’epoca delle connessioni fluide. Capi avvolgenti, grandi volumi e dettagli metallici raccontano le diverse fasi di una relazione: dalla vicinanza e protezione iniziali fino alla tensione e al conflitto.
Con Psyche-Deloo, Cinzia Carecchio (@_ccinzia) racconta il rapporto tra individuo e società attraverso un percorso che dalla passività conduce alla presa di coscienza, alla liberazione e alla progressiva riconquista del controllo di sé. Forme ampie e avvolgenti, asimmetrie, trasparenze e contrasti tra chiaro e scuro accompagnano visivamente il passaggio dalla costrizione alla progressiva liberazione.
Materia e forma sono, invece, al centro di Qualcos’altro di Lorenzo Erbetta (@lolloerb_). La collezione uomo parte dall’idea che la forma sia “qualcos’ altro” dalla materia che la costituisce: come nella scultura, non viene creata ma rivelata, facendo emergere ciò che era nascosto. Strutture, sovrapposizioni e forme inaspettate trasformano capi apparentemente semplici, giocando continuamente con il modo in cui il corpo viene percepito.
Patricia Gorbatovschi (@gorbatovschi_patricia) presenta Simulacra, collezione donna costruita sulla fragile linea tra realtà, memoria e percezione. Forme alterate e tracce di ciò che è scomparso danno vita a ricostruzioni visive del ricordo, mettendo in discussione il confine tra ciò che vediamo e ciò che ricordiamo. Orli irregolari, sovrapposizioni, proporzioni insolite modificano capi all’apparenza familiari, introducendo dettagli inattesi che giocano con la percezione della realtà.
Chiude la sfilata Maria Scaglione (@mariascaglione) con La Tornanza, un invito a tornare alle proprie radici e a riscoprire la vita dei piccoli paesi, le tradizioni, le relazioni autentiche e un rapporto più profondo con la natura. Capi lunghi e avvolgenti, motivi decorativi e dettagli che richiamano lavorazioni tradizionali riportano alla memoria il mondo delle origini, reinterpretato in chiave contemporanea.
Fashion Graduate Italia 2026 diventa anche l’occasione per scoprire i primi risultati della nuova collaborazione tra Istituto Secoli e Arsutoria School, che per la prima volta uniscono competenze e creativita’ in un progetto condiviso di collezione. Due Designer to Watch di Istituto Secoli hanno infatti lavorato con due Shoe Designer di Arsutoria School alla progettazione e realizzazione delle calzature destinate a completare le rispettive capsule collection.
Per Simulacra, la collezione donna di Patricia Gorbatovschi, la Shoe Designer di Arsutoria School Rayana Kalra ha sviluppato il concept Soft Distortions: una ballerina-mocassino ibrida e asimmetrica, realizzata in morbida pelle plissettata, che riprende il gioco tra realtà, memoria e percezione.
Per Oikèo, la collezione uomo di Andrea Bartoletti, la Shoe Designer di Arsutoria School Lucia Ingle ha progettato, invece, un derby contemporaneo capace di aprirsi improvvisamente, imitando il gesto dello spogliarsi, arricchito da un fiore pensato per dialogare con i pantaloni lunghi dell’outfit.
Una collaborazione che ha dato vita ad un nuovo hub di formazione nel Certosa District di Milano; uno spazio dedicato alla cultura del “saper fare moda”, nato per rafforzare il rapporto tra formazione tecnica, laboratori, aziende e innovazione.
«Siamo molto contenti di tornare a Fashion Graduate Italia, un appuntamento che dà spazio ai giovani talenti dell’Istituto Secoli e che rappresenta bene il nostro modo di fare formazione» afferma Matteo Secoli, Presidente di Istituto Secoli. «Quest’anno presentiamo anche i primi risultati della collaborazione con Arsutoria School: mettere in relazione le competenze dei nostri Designer con quelle degli Shoe Designer ci ha permesso di lavorare sul prodotto in maniera ancora più completa, facendo dialogare abbigliamento e calzatura all’interno dello stesso progetto. È una collaborazione nella quale crediamo molto e che trova nel nuovo Campus del Certosa District uno spazio in cui far incontrare formazione tecnica, laboratori, aziende e innovazione.»
Il booth Secoli è dedicato alla progettualità e alla ricerca applicata, mettendo in evidenza il dialogo tra competenze creative, sviluppo tecnico e innovazione di prodotto. Al centro dello spazio, Sperimentazione Concettuale, un progetto nato dalla collaborazione tra Istituto Secoli, Stratasys, D-house Laboratorio Urbano e Luxury Jersey: Cinque outfit esplorano il rapporto tra jersey, costruzione del capo e applicazioni tridimensionali, mostrando come la collaborazione tra scuola e impresa possa trasformarsi in un vero laboratorio di sperimentazione su materiali, tecnologie e nuovi linguaggi progettuali.
Ad anticipare gli appuntamenti a BASE Milano è stata la Digital Lecture “Modellistica e cultura del progetto”, dedicata a uno degli elementi fondanti dell’expertise Secoli: il rapporto tra progettazione creativa, costruzione e competenza tecnica.
Per scoprire le collezioni, i Designer to Watch e i progetti di Istituto Secoli: secoli.com.